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WebLog
My irregular and low-effort web log.
My blog: random, not very updated and mostly in Italian or French. To comment send me an email.
14/03/2017:
Noi matti

Luigi Attenasio - ex-presidente di Psichiatria Democratica - nel suo libro “Fuori Norma. La diversità come valore e sapere.” parlava così di “Noi Matti”, un articolo divulgativo redatto da Franco e Franca Basaglia per «L’Espresso/colore» del 21 marzo 1971:

Provocazione durissima e insieme divertentissima, da far mandare a memoria a tutti i dirigenti amministrativi e sanitari delle USL, a tutti i membri della commissioni parlamentari della Sanità e della Giustizia, a tutti gli studenti e laureati in medicina e in giurisprudenza, a tutti i giornalisti che scrivono di matti, di manicomi e di legge 180. Ma (probabilmente proprio per questo) un testo ormai reperibile soltanto in qualche emeroteca: neppure i due bei volumi antologici delle opere di Basaglia pubblicati da Einaudi nel 1981 lo includono.

A dicembre 2016, avventurandomi in qualche oscura emeroteca, ne ho trovato un esemplare e ho deciso di curarne una edizione online, la si può trovare qui: Noi Matti - Dizionario sociale della psichiatria.

Basaglia scriveva negli anni ‘70, da allora non molto è cambiato. Ho l’impressione che ci sia sempre più la tendenza a “medicalizzare” tutto. La cosa ha interessanti risvolti sociologici a cui pensare…

01/07/2015:
Summer Conferences

This month I am going to present part of my work at the SASE conference in London and, few days later, at the CES conference in Paris. Here you will find my slides:

30/01/2015:
History repeats itself?

Irving Fisher about Germany’s debt in 1922. Read the full article.

16/09/2014:
Private Debt, Public Virtues?

A few months ago, I was looking at how household debt was distributed among European countries. This new article is my first step on answering why those differences exist.

Private Debt, Public Virtues?
On the relationship between welfare and household debt.

It appears that welfare helps to stabilize economic perspectives, and contributes to make people more confident and less scared of borrowing money. This would explain the great(er) private leverage in northern European countries. In continental Europe, welfare protection is less broad, so people are more risk adverse and think twice before borrowing. In Anglo-Saxon countries, it seems there is no clear distinction between welfare and credit, like Prasad or Trumbul said, and therefore a lot of people need to borrow in order to afford universities or hospitals…

25/04/2014:
L’anno dei cavoli a merenda.

Io ed Elia eravamo compagni di scuola a Novara. Dopo una laurea in Filosofia, Elia ha iniziato ad insegnare e ha pubblicato il suo primo romanzo “L’anno dei cavoli a merenda” per una piccola casa editrice laziale, la Alcheringa edizioni.

Cameratismo a parte: questo libro merita. Forse le affinità anagrafiche con il protagonista me lo hanno fatto apprezzare particolarmente. Nicola Cardani, detto Carda, ha 28 anni e comincia a sentirsi vecchio. Le promesse di gioventù si rivelano evanescenti e il suo mondo si stringe ogni giorno che passa. L’anno dei cavoli a merenda è la storia del suo riscatto. Niente spoiler: la questione non è così semplice.

In una mail Elia mi ha detto di essersi ispirato alla figura di Arturo Bandini, il protagonista dei libri di John Fante, quello di Chiedi alla Polvere e La strada per Los Angeles. Come il Bandini di La strada, Cardani è un irragionevolmente euforico. Ma sa bene di essere anche abbastanza ridicolo e insicuro. Per capirci, Carda - come Bandini - non crede in Dio, ma lo invoca sempre in caso di necessità.

La storia è ambientata nella bassa novarese: paesaggio piatto, vita anche. Questo dettaglio è importante per capire la desolazione che circonda il Carda. Ma forse è proprio questa desolazione che spinge il protagonista ad agire. Lui può fare la differenza lì, nella sua patria. Attenzione però, non è una sbobba alla Dante Graziosi: il paesaggio è attore non protagonista.

Uno scrittore americano diceva che nelle grandi città ci sono più cose da fare, ma in quelle piccole si può fare di più. Carda potrebbe andarsene a Parigi, ma non lo fa. Parigi per Carda mangia anime (non ha torto); mentre la pianura è la tela vuota da riempire di storie, come diceva il Vassalli*.

Tralasciando la storia, uno dei meriti di questo libro è l’aver saputo verbalizzare perché la vita civile dell’Italia contemporanea sia così fiacca. Perché prima la politica dava orizzonte di senso alla vita e adesso no? Cosa è successo? Il dialogo tra Carda e il suo amico Camillo è stato per me illuminante. Ve ne consiglio la lettura.